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Perdono mio dio
Mio Dio perdono
Perdono mio Dio
Perdono e pietà.

Pur troppo vi offesi
Confesso o Signore
Con sommo rossore
La mia iniquità.

Io son quell’ingrato
Che voi Redentore
Scacciai dal mio cuore
Con tanta impietà.

Pel corpo ribelle
Lasciai mio Dio
Or piangi cor mio

La tu cecità.
Ardendo di sdegno
Al celu rivolto
Con torbido volto
Con gran ferità.

Scaglio questa lingua
Sacrileghe voci
Bastemmie feroci
Ahi ciec’empietà.

Il prossimo offsi
A ardito oltraggiai
Nè punto curai
La su carità.

Maligna ne gli altri
Odio la grandezza
Odio l’allegrezza
La mia iniquità.

Servendo a la gola
Da me fu lontana
Virtude cristiana
Sincera bontà.

Odioso e infigardo
Da me fu negletto
Ogni att’ogni detto
Di vera pietà.

E quind’il ben fatto
Fu sempre apparente
Celando a la gente
La mia infedeltà.

Io son quel superbo
Che voi oltraggiai
E nulla curai
Si gran Maestà.

A l’oro anelando
Con somma ingiustitia
Bramo mia avarizia
Le altrui facoltà.

Si vidi un mendico
Ahi fiero rimorso !
Negai dar soccorso
A su povertà.

Oh ! quanto fui stolto !!
Oh quanto fui ingrato !
A un Dio svenato
Per somma bontà.

Oh me sventurato
Che seguo a peccare
Che seguo a piagare
Chì vita mi dà.

Quest’alma ribelle
Nel giono d’orrore
Al gran Redentore
Che scusa farà ?

Allor che sdegnato
Sedendo sul trono
Con orrido tono
Cosi griderà :

Per l’uomo discesi
Nel seno materno
E nacqui in inverno
Con gran Novertà.

Per l’uomo s’espose
Ad aspri martori
Acrudi dolori
La mia carità.

Per lui da la croce
Il sangue versai
La morte abbracciai
Con tant’umiltà.

Ma ei col peccato
Di novo il costato
Transfissemi ingrato
Con tant’empietà.


Accumudatu by

Stephane Gutierrez

SPARTE

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